domenica 13 luglio 2008

Gesti di pace


Nicolas Sarkozy a exhorté les pays de la rive Sud de la Méditerranée à suivre l'exemple de l'Europe après 1945:
"C'est ensemble que nous allons construire la paix en Méditerranée, comme hier nous avons construit la paix en Europe", a estimé le président français.
("E' Insieme che costruiremo la pace nel Mediterraneo, come ieri abbiamo costruito la pace in Europa", ha detto il Presidente della Repubblica francese.)
"Nous devons tisser des solidarités étroites autour de projets concrets."("Dobbiamo tessere solidarietà attorno a progetti concreti".) "Nous pouvons dire aujourd'hui que nous avons effectué un grand pas sur la voie de notre destin commun", a déclaré le président égyptien Hosni Moubarak, qui coprésidait la réunion. "Possiamo dire oggi che abbiamo fatto un grande passo verso il nostro comune destino", ha detto il Presidente egiziano Hosni Mubarak, che ha presieduto la riunione. "Je suis certain que nous irons très loin sur cette voie." "Io sono sicuro che andremo molto lontano in questa direzione."Le président syrien Bachar al Assad, qui siégeait pour la première fois aux côtés d'un Premier ministre israélien même s'ils ont soigneusement évité tout contact physique, a accepté samedi de normaliser ses relations avec Beyrouth lors d'une rencontre avec le président libanais Michel Souleïmane.Pour Kouchner, l'ouverture d'un dialogue indirect entre la Syrie et Israël sous l'égide de la Turquie et les perspectives de paix entre Palestiniens et Israéliens ouvertes par la conférence d'Annapolis sont autant de signes positifs. (Per Kouchner, l'apertura di un dialogo indiretto tra la Siria e Israele, sotto l'egida della Turchia e le prospettive di pace tra palestinesi e israeliani aperti dalla conferenza di Annapolis sono tutti segni positivi).Le président palestinien Mahmoud Abbas et le Premier ministre israélien Ehud Olmert ont fait assaut d'optimisme à l'issue d'une réunion dimanche avec le président français. (Il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert hanno gareggiato in ottimismo dopo l'incontro con il Presidente francese.) "Nous n'avons jamais été aussi proches de la possibilité d'arriver à un accord comme nous le sommes aujourd'hui", a dit Olmert tandis qu'Abbas déclarait: "Nous sommes tout à fait sérieux, nous sommes sérieux pour parvenir à cette paix." ("Non siamo mai stati così vicini alla possibilità di pervenire ad un accordo come siamo oggi", ha detto mentre qu'Abbas Olmert ha dichiarato: "Stiamo facendo sul serio per raggiungere questa pace. ")
Quarante-trois pays étaient représentés - les Vingt-Sept de l'Union européenne, les 12 membres du processus de Barcelone lancé en 1995 pour rassembler les deux rives de la Méditerranée ainsi que la Bosnie, la Croatie, Monaco et le Monténégro.
(Quarantatrè paesi rappresentati - ventisette dell'Unione europea, i 12 membri del Processo di Barcellona lanciato nel 1995 per riunire le due sponde del Mediterraneo, così come la Bosnia, Croazia, Monaco e Montenegro.)

Même le Premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan, qui se méfie d'une initiative proposée par un pays qui ne veut pas de la Turquie dans l'Union européenne, a fait le voyage de Paris. (Anche il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan, che dovrebbe diffidare di una iniziativa proposta da un paese che non vuole la Turchia nell'Unione europea, ha fatto il viaggio da Parigi.)

Il a d'ailleurs obtenu l'engagement de Nicolas Sarkozy que la présidence française de l'Union européenne se comporterait de manière "loyale" et ouvrirait les chapitres de la négociation qui sont techniquement prêts, sans faire d'obstruction. (Egli ha inoltre ottenuto l'impegno di Nicolas Sarkozy che la Presidenza francese dell'Unione europea si comporterà in maniera leale aprirà capitoli dei negoziati che sono tecnicamente pronti, senza fare ostruzioni.) (...)

L'UPM entend se concentrer sur des projets concrets, comme la dépollution de la Méditerranée, les "autoroutes de la mer", la coopération en matière de protection civile pour la lutte contre les catastrophes naturelles, le développement de l'énergie solaire, l'éducation et l'aide aux PME. (La UPM intende concentrarsi su progetti concreti come ad esempio l'inquinamento del Mediterraneo, le "autostrade del mare", la cooperazione in materia di protezione civile nella lotta contro le catastrofi naturali, lo sviluppo di energia solare, istruzione e assistenza alle PME.) (Reuters)

***

Della nuova Unione faranno parte i 27 Paesi dell’Europa, 10 Paesi del bacino meridionale del Mediterraneo, più Albania, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Monaco e l’Autorità palestinese, per un totale di 750 milioni di abitanti. “E’ un sogno che sta per realizzarsi”, ha assicurato il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner. “Quasi tutti gli Stati arabi e tutta l’Unione Europea e Israele sono seduti oggi alla stessa tavola. Non vuol dire che i problemi siano tutti risolti, ma che il Mediterraneo è di tutti e ripudia la guerra”, ha annunciato da parte sua Sarkozy, questa mattina, al termine di un incontro con il premier israeliano, Ehud Olmert, e il presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen. L’unione per il Mediterraneo è un’occasione per parlare di problemi complessi - ha aggiunto Sarkozy - assicurando che tutti sono impegnati per cercare di raggiungere la pace nell’area e per garantire la sicurezza. Altro fatto storico, l’incontro allo stesso tavolo del presidente siriano, Bashar al Assad - la cui venuta a Parigi ha provocato non poche polemiche - e il neopresidente libanese, Michel Suleiman, che hanno annunciato l’apertura di relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Nonostante le molte reticenze che pesano ancora sul progetto di Unione mediterranea, la Francia considera questo vertice già una grande vittoria diplomatica. Al termine dei lavori, verrà adottata una dichiarazione di una decina di pagine. I passaggi sul processo di pace in Medio Oriente saranno oggetto di trattative fino all’ultimo momento ***

(Dal bollettino della Radio Vaticana)


Progetto Unione Mediterraneo

PARIGI (Da Reuters Italia) -
La Francia accelera sull'unione dei 43 paesi del Mediterraneo in materia di energia e immigrazione nella speranza di creare una nuova fase di distensione fra Siria ed Europa.
Il presidente siriano Bashar al-Assad sarà presente alla cerimonia di apertura della conferenza con oltre 40 capi di stato e di governo, tra cui il primo ministro israeliano Ehud Olmert, ed è la prima volta che i leader di Israele e Siria saranno presenti contemporaneamente alla stessa riunione.
I due paesi di recente hanno avviato un dialogo indiretto grazie alla mediazione turca. La ripresa delle diplomazia aiuta Assad a riemergere da un isolamento durato tre anni dopo l'omicidio del primo ministro libanese Rafik al-Hariri, che molti credono sia stato orchestrato da Damasco.
Il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner ha detto che è arrivato i momento di superare le questioni passate e di mettere a punto nuove relazioni con l'Europa sulle pressanti questioni di questi giorni.
"Il progetto è semplice, prendere in mani i grandi cambiamenti del prossimo secolo", ha detto Kouchner parlando a un pre-summit fra i ministri degli Esteri dei paesi coinvolti.
"Il cambiamento climatico, la difesa dell'ambiente, l'accesso all'acqua e all'energia, l'immigrazione, il dialogo fra le diverse culture: il Mediterraneo è al centro di tutte queste questioni da cui dipende il nostro futuro", ha aggiunto il ministro francese.
La nuova organizzazione punta a mettere in campo progetti concreti con fondi dell'Unione europea e privati come ripulire il Mediterraneo, usare l'assolato Nord Africa per produrre energia solare, e costruire autostrade terrestri e del mare.
Ma il vertice di Parigi, un successo diplomatico del presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha la presidenza di turno dell'Ue, potrebbe arricchirsi più di simbolismi che di sostanza, almeno agli inizi.
Francia ed Egitto saranno i primi due paesi a co-presiedere il nuovo organismo, ma i dettagli, come la definizione dei poteri o la localizzazione del Segretariato, rimangono ancora da risolvere, e il conflitto mediorientale che ha accompagnato nel passato la cooperazione euromediterranea appare ancora in essere.
Sarkozy è stato abile ad accelerare, riuscendo a mettere insieme tutti i leader dell'area, con la sola esclusione del libico Muammar Gheddafi, malgrado ci sia stata una sola riunione nel 2005 al summit di Barcellona.
Il leader francese ha collezionato un primo successo sabato quando ha ospitato l'incontro fra Assad e il presidente libanese Michel Suleiman, che hanno deciso di normalizzare le relazioni fra Damasco and Beirut per la prima volta dall'indipendenza nel 1943.
"Possiamo dire che il Libano sia passato dall'essere una zona di turbolenza, una zona di guerra, ad una zona più pacifica, in cui i libanesi, e solo i libanesi, hanno il diritto di determinare il proprio futuro", ha detto Assad, a lungo accusato dalla Francia di intromissioni nella politica libanese.
Il leader siriano, in maggio, ha accettato un accordo, con la mediazione dell'emiro del Quatar, per allontanare il Libano dalla soglia della guerra civile e ha accettato l'insediamento, venerdì, di un governo di unità nazionale.
Assad ha anche avviato colloqui indiretti di pace con Israele grazie alla mediazione turca, ma ha anche aggiunto di non aspettarsi negoziati diretti nei prossimi sei mesi fino a quando il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush non avrà lasciato l'incarico, perchè ritiene che l'attuale amministrazione americana non sia interessata alla pace.
I due paesi che si sono mostrati molto scettici sull'iniziale disegno dell'Euromed di Sarkozy, la Germania e la Turchia, hanno dato al progetto riscritto il loro appoggio completo sabato.
Il ministro degli esteri turco Ali Babacan ha detto che Ankara vuole avere un ruolo costruttivo e ha accettato le assicurazioni francesi che questo non avverrà a discapito della domanda di ingresso nella Ue, che Sarkozy ha a lungo osteggiato.
La cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha forzato Sarkozy a includere tutti i paesi dell'Unione nella nuova organizzazione, ha detto nel suo briefing settimanale che il Medio Oriente e il Nord Africa hanno un'importanza strategica per l'intera Europa.
"In futuro noi vogliamo discutere i problemi con le nazioni del Mediterraneo da una posizione di eguaglianza", ha detto la Merkel.

venerdì 11 luglio 2008

Benedetto

Dal Prologo della Regola di S. Benedetto
Ascolta, o figlio, gli insegnamenti del maestro e tendi l'orecchio del tuo cuore, accogli volentieri gli insegnamenti del padre affettuoso ed eseguili con impegno, affinché mediante la fatica dell'obbedienza, Tu possa ritornare a Colui dal quale ti eri allontanato mediante la pigrizia della disobbedienza. La mia parola, quindi si rivolge ora a te, chiunque tu sia che, rinunziando alle tue proprie volontà, per militare sotto Cristo Signore vero Re, ti cingi delle temprate e splendenti armi dell'obbedienza.
In primo luogo, per ogni opera buona che ti appresti a compiere, chiedi al Signore con una preghiera intensa che egli stesso la porti a compimento, dimodoché Colui il quale si è già degnato di considerarci nel numero dei suoi figli, non debba mai adirarsi per le nostre azioni indegne...Sorgiamo dunque una buona volta sotto l'incitamento e la parola della S. Scrittura: "E' oramai ora di levarci dal sonno" e apprendo i nostri occhi a quella luce divina, ascoltiamo con orecchie attonite di che ci ammonisca la voce divina che quotidianamente risuona: "Oggi udendo la sua voce, non vogliate indurire il cuore;" e ancora: "Chi ha orecchio per ascoltre, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese". E che cosa dice? "Venite, figli, ascoltatemi, vi insegnerò il timore di Dio. Correte affinché avete la luce della vita, perché le tenebre della morte non debbano avvolgervi". Ed il Signore, cercando nella moltitudine del popolo, a cui annunzia ciò, il suo operaio, dice di nuovo: "Quale uomo vuole la vita e desidera vedere giorni migliori? E se tu, udendo ciò rispondi, "Io", Dio ti dice: "Se vuoi avere la vera vita, quella eterna, trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra non pronunzino inganno; allntanati dal male e opera il bene, cerca la pace e seguila". Quando avrete fatto ciò, i miei occhi saranno sopra di voi e le mie orecchie intente alle vostre preghiere, e prima che mi invochiate vi dirò: "Eccomi". Che cosa è più dolce di questa voce del Signore che ci invita fratelli carissimi? Ecco, nella sua misericordia il Signore ci indica la via della vita. Cinti dunque i nostri fianchi con la fede e con la pratica delle opere buone, sotto la guida del Vangelo percorriemo le sue vie, per meritare di vedere Colui che ci ha chiamato nel suo regno.
Preghiera
O Glorioso Padre San Benedetto, che chiamasti con l'esempio tante anime a seguirti nella scuola del servizio di Dio e con la santa Regola ridonasti al mondo l'orante e operante coscienza cristiana, volgi il tuo sguardo pietoso su tutti i tuoi devoti e difendili da ogni male, perché vivendo secondo Dio possano ricevere l'eterna ricompensa. Amen

giovedì 10 luglio 2008

Parole di pace
















(Le Monde 26-06-2008)

Sarkozy affirme que la création d'un Etat palestinien est "une priorité pour la France"

(nell'immagine il muro di Betlemme)










BETHLÉEM (CISJORDANIE) ENVOYÉ SPÉCIAL

Pour sa première visite dans les territoires occupés, Nicolas Sarkozy a rendu, mardi 24 juin, un hommage appuyé à Mahmoud Abbas, président de l'Autorité palestinienne. Il l'a qualifié d'"homme de paix" et a rejeté, s'adressant au Mouvement de la résistance islamique (Hamas), "toute discussion avec les poseurs de bombes". "Il faut séparer ceux qui veulent la paix d'avec les terroristes", a-t-il insisté.



Le président français a répété que la création de l'Etat palestinien est "une priorité pour la France". Insistant sur le fait qu'il est "un ami d'Israël", il a réaffirmé que "la sécurité de l'Etat juif sera mieux assurée lorsque la Palestine aura un Etat". "On ne résoudra pas l'injustice faite au peuple juif en créant les conditions d'une injustice pour le peuple palestinien", a-t-il assuré, promettant que la France et l'Union européenne qui, à ses yeux, n'ont pas été assez présentes dans le processus de paix, devaient s'engager beaucoup plus.

"La France est prête à mettre à votre disposition la puissance de son économie, la puissance de ses finances, ses soldats, la puissance de sa diplomatie pour que la paix vienne maintenant ; pas demain, pas après-demain : maintenant", a appuyé M. Sarkozy.

Cette rencontre, la troisième avec Mahmoud Abbas, a été l'occasion pour M. Sarkozy de lui dire que ses bonnes relations avec Israël ne l'empêchent pas d'être aussi "l'ami du peuple palestinien" et de préciser qu'"il n'y a pas deux langages, un langage à la Knesset et un langage différent ici. Il n'y a pas deux poids-deux mesures : la France est aux côtés de ceux qui veulent la paix".

Et la paix, pour M. Sarkozy, doit être avant tout l'oeuvre des Israéliens et des Palestiniens. "On veut vous aider à créer les conditions de la confiance", a-t-il fait remarquer, désireux de jouer un rôle de bons offices.

Pour la première fois, venant de Jérusalem, le couple présidentiel a pu se rendre compte de visu d'une partie de la situation sur le terrain. Interrogé sur le mur qu'il a dû franchir pour pénétrer dans la ville de la naissance de Jésus, M. Sarkozy a mesuré la réalité de la division et de la peur.

"J'ai vu ce que pouvaient représenter les check-points, le mur et toutes les incompréhensions d'un côté et de l'autre. Il faut que cela cesse", a-t-il plaidé, tout en faisant remarquer "qu'il pouvait comprendre l'état d'esprit des familles israéliennes qui vivent la peur au ventre". Et cela avant de s'interroger : "A mes amis israéliens, je veux dire : croyez-vous que c'est le mur qui garantira à vie la sécurité d'Israël ? On ne se protège pas par un mur, on se protège par un choix politique qui est celui de la paix."

Victor Batarseh, maire indépendant de Bethléem élu grâce aux voix du Hamas, s'est félicité des propos du président français, les qualifiant de "courageux". Le Hamas a pour sa part dénoncé des déclarations "biaisées" qui font l'amalgame entre "résistance" et "terrorisme".

M. Sarkozy a signé avec Mahmoud Abbas le projet d'aménagement d'une zone industrielle franco-palestinienne de 53 hectares qui doit devenir opérationnelle avant la fin de l'année. Il s'est rendu ensuite à la basilique de la Nativité.

A l'aéroport, la cérémonie de départ a été perturbée par le suicide d'un garde frontière israélien, qui a provoqué un début de panique. Nicolas Sarkozy est néanmoins monté avec calme dans son avion où le premier ministre, Ehoud Olmert, et le président israélien, Shimon Pérès, sont ensuite venus le saluer.

Michel Bôle-Richard

martedì 8 luglio 2008

Maria Causa Nostrae Laetitiae, detta dell'Archetto

Antica supplica a Maria SS.ma Causa nostrae Laetitiae recitata nella Cappella del piccolo Santuario a lei dedicata a Roma, in via S. Marcello, n. 41, il 9 di luglio e l'8 settembre.
***
Misericordiosissima Madre nostra, Maria, Voi che in tempi di grande angustie per la Chiesa e per le anime, voleste dimostrare la vostra grande bontà per mezzo di questa veneratissima immagine, movendo in essa prodigiosamente le sacre pupille; degnatevi di ascoltare le nostre preghiere. Voi che riconduceste il popolo cristiano di quest'alma città al cuore del del divin Figlio Gesù, additando col vostro sguardo amorevole le vie della preghiera e della penitenza, abbiate misericordia di noi che, qui prostrati v'invochiamo e vi proclamiamo con tutta l'effusione del cuore, cagione e fonte di ogni nostra allegrezza, luce della nostra anima e della nostra vita, tesoriera generosa di ogni grazia. Volgete o Madre il vostro amorevole sguardo su tutti noi, sulle nostre famiglie, sui nostri vicini e lontani, vivi e defunti, sui nostri nemici, su tutta quanta l'umanità oggi, più che mai bisognosa del vostro materno e potente soccorso. Proteggete o Vergine santa, confortate, ve ne preghiamo, i vostri figli sparsi in tutto il mondo. Perdonate quanti hanno bisogno del vostro perdono, confortate ed infiammate i deboli, accendete in sempre maggior ardore quanti vi amano e tutti ammonite, come faceste in quel lontano anno memorando dei vostri prodigi in questa immagine santa; e soprattutto indicate a tanti erranti ed aberranti in falsi sentieri, che non sono quelli della salvezza, la via per giungere a Cristo, affinché in Lui solo che è via, verità e vita trovino la desiderata tranquillità feconda di universale pace cristiana.
(recita dell'Ave Maria)
***
Vi supplichiamo o Madre di misericordia, di accogliere sotto il vostro manto quanti soffrono e gemono nell'ordine spirituale e temporale, fate che tanta copia di sofferenze nello spirito e nelle membra di tanti vostri figli sia loro cumulo immenso e prezioso di tesori per il cielo, sia motivo ed arra per tanti altri di redenzione e amore. Siate dunque o Vergine benedetta, quale vi canta la Chiesa con le espressioni delle Scritture "giubilo per il cuore, dolce refrigerio per lo spirito, siate quale vi decantò S. Alberto Magno "insuperabile sanatrice di ogni umano male". Guarite o Vergine santa, gli infermi, convertite i peccatori, infiammat sempre più nell'amor vostro santo quelli che vi amano e quanti si sono consacrati al servizio di Dio e Vostro per il bene dele anime, per il trionfo della giustizia e della carità. Assistete e difendete in ogni tempo, ve ne supplichiamo, la Santa Chiesa Cattolica e con essa il suo augusto Capo, il Sommo Pontefice, perché Egli possa portarla con cuore ardente e intrepida mano, agli eterni trionfi cui è destinata.
(recita dell'Ave Maria)
***
Benedite o Vergine santa, con il "dolce Cristo in terra", l'Episcopto cattolico, il clero, il popolo cristiano e quanti lavorano per estendere il mistico regno di Dio sulla terra. Non mancate ve ne preghiamo di assistere questa Patria nostra che fin dai secoli più remoti canta le vostre divine e inumeri misericordie, fate che essa continui proclamare per tutti i tempi la vostra dolce sovranità. E a noi, in particolar modo, o Madre tenera e buona, siate faro sempiterno di luce e d gioia, voi che della Luce e della felicità sempiterna parteciate più di ogni altra creatura. Tenete costantemente fisso la sguardo vostro su di noi, in questo tormentoso sentiero terreno, e noi un giorno nei fulgori immortali del cielo, non cesseremo giamai di ringrziarvi, di benedirvi, di chiaarvi col titolo dolce e soave di "cagione di ogni nostra allegrezza", O Clemente o Pia o Dolce Vergine Maria.
(recita della Salve Regina)
***
V) Ora pro nobis Causa nostrae laetitiae,
R) Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus
Concede nos famulos tuos, quaesumus, Dominus Deus, perpetua mentis et corporis sanitate gaudere: et gloriosa beatae Mariae semper Virginis intercessione, a praesenti liberari tristitia, et aeterna perfrui laetitia.
Per Christum Dominum nostrum.
R) Amen

Lettera contro la tortura


Conference of Catholic Bishops United States

March 5, 2008

The Honorable George W. Bush
President
The White House
Washington, DC

Dear Mr. President,
The FY 2008 Intelligence Authorization Act, HR 2082, will be placed before you shortly.It contains an important provision, Section 327, which would expand the ban on torture tointelligence agencies. I respectfully urge you to sign these anti-torture provisions into law.
Torture undermines and debases the human dignity of both victims and perpetrators. It isnever a necessary cruelty. Pope Benedict XVI, in a September 6, 2007 address, stated, "Ireiterate that the prohibition against torture cannot be contravened under any circumstances."
The issue of torture also has a major impact on the way the United States is viewedabroad. As a champion of human rights, the U.S. should avoid being perceived as engaging inactions that contravene Common Article 3 of the Geneva Convention.
I thank you for your consideration of this most important issue.

Sincerily yours,

Francis Cardinal, Georges OMI
Archbishop of Chicago

***

Department of Justice, Peace and Human Development
3211 FOURTH STREET NE • WASHINGTON DC 20017-1194 • FAX 202-541-3339
WEBSITE: WWW.USCCB.ORG/SDWP


April 3, 2008

The Honorable Christopher R. Hill
Assistant Secretary of State for
East Asian and Pacific Affairs
U.S. Department of State
2200 C Street, NW
Washington, DC 20520

Dear Assistant Secretary Hill:
As Chairman of the Committee on International Justice and Peace of the United States Conference of Catholic Bishops, I note with concern that the protests which began peacefully in Lhasa, Tibet in early March have resulted in violence and loss of life. I commend the remarks made by Secretary Rice calling for calm in Tibet and asking the Chinese government to exercise restraint in responding to the protests as well as appealing to all parties to turn away from violence. We understand that the Dalai Lama has repeatedly urged the protesters, both monks and civilians, to be non-violent. In response to the deteriorating situation, Pope Benedict XVI has called for “dialogue and tolerance” as a way forward to a peaceful resolution to the current unrest in Tibet, and we add our voice to that call.
Over the years, our Bishops’ Conference has expressed its concern about protection of basic human rights, especially religious liberty, in the People’s Republic of China. The eyes of the world are on China in the run-up to the Summer Olympics 2008. In your interaction with the Chinese government, we would ask that you impress upon the Chinese leadership the need to respect the cultural diversity, traditions, and rights, including religious freedom, of minorities, be they Tibetan Buddhists or Chinese Christians.

Sincerely yours,
Most Rev. Thomas G.Wenski
Bishop of Orlando
Chairman, Committee on International
Justice and Peace

lunedì 7 luglio 2008

Lettera ai partecipanti del G8

YEMEN/

Pace e gioia a tutti voi !

Sono in molti questi giorni ad accompagnarvi con la preghiera, voci autorevoli e voci piccole e sconosciute, voci forti e voci appena percettibili, come un vento leggero. Le voci che il Signore dei Signori ascolta maggiormente, si sa sono quelle dei santi che egli ama con amore speciale, non riesce a negargli quasi nulla, così è importante smetterla di tormentare i santi, quelli già defunti e quelli che stanno compiendo ora il loro passaggio terrestre. I santi (quelli autentici, però) sono sempre una benedizione per tutti, non portano calamità o catastrofi, o sconvolgimenti climatici, portano ciò di cui c'è maggiormente bisogno, soprattutto portano la pace, anzi, esportano fuori di sè, la pace che hanno dentro di sè. E' veramente stupido fare la guerra ai santi (è anche antieconomico!), perché il Signore dei Signori è con loro e chi se la sente di combattere contro Dio? In questo momento, come in passato, i santi sono occupati ad intercedere, a guarire, a consolare, a donare speranza e amore dove è più necessario, sono occupati a placare l'eventuale ira di Dio... e a fare in genere tutto ciò che gli altri non fanno, come andare contro i propri interessi e il prorio tornaconto, i santi veri non si comprano, altrimenti non sono più santi, la loro voce è voce santa finché è voce libera, è può continuare ad essere voce libera e santa anche con le catene ai piedi, come accadeva a S. Paolo, mentre una voce che non non ha più la purezza dell'appartenere solo a Dio, può avere anche grandi mezzi a sua disposizione ma non ha più l'amicizia di Dio ... Tutte le culture hanno i loro santi, e sempre le creature molto vicine a Dio, sono anche sempre vicine tra di loro, anche se di culture differenti. I santi, a qualunque cultura appartengano rispettano i capi dei popoli e delle nazioni, perché anche l'autorità e le capacità di governare sono dei doni di Dio (tranne il caso di dittatori che hanno ottenuto il potere con la forza e non con le loro capacità) e comportano certo anche delle grosse responsabilità. E' bello pensare a voi come governanti preparati, saggi e prudenti, che non guardano solo al loro tornaconto immediato d'immagine, ma che si preoccupano di ciò che lasceremo alle generazioni future, degli ambienti " interiori" ed esteriori, mai più popolazioni esasperate, dai bisogni primari, o dalla mancanza di libertà, mai più genocidi subdoli, utilizzo di armi segrete e invisibili, mai più paesi dove l'uso della tortura è legalizzata, mai più prigioni segrete e persone costrette a vivere in universi "paralleli" o "rimpiccioliti", e mai più aggressioni selvagge alla natura stupenda di questo giardino che il Signore dei Signori ci ha affidato. E' per questo che voi potete contare sulla preparazione dei vostri collaboratori stretti ma anche sulla invisibile rete di preghiera che sale dal cuore di tutte le anime sante di questo mondo creato con tanto amore dal Signore dei Signori e per questo benedetto, voi siete i custodi visibili di questo pianeta, i santi sono i custodi invisibili dello stesso pianeta. (M.L.A.)

venerdì 4 luglio 2008

Importante documento firmato recentemente dall'Ordine dei giornalisti

Ordine dei Giornalisti Federazione Nazionale

Consiglio Nazionale della Stampa Italiana

CARTA DI ROMApenna-gift

PROTOCOLLO DEONTOLOGICO CONCERNENTE RICHIEDENTI ASILO, RIFUGIATI, VITTIME DELLA TRATTA E MIGRANTI

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, condividendo le preoccupazioni dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) circa l’informazione concernente rifugiati, richiedenti asilo, vittime della tratta e migranti, richiamandosi ai dettati deontologici presenti nella Carta dei Doveri del giornalista - con particolare riguardo al dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità e di non discriminare nessuno per la razza, la religione, il sesso, le condizioni fisiche e mentali e le opinioni politiche - ed ai princìpi contenuti nelle norme nazionali ed internazionali sul tema; riconfermando la particolare tutela nei confronti dei minori così come stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dai dettati deontologici della Carta di Treviso e del Vademecum aggiuntivo, invitano, in base al criterio deontologico fondamentale ‘del rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati’ contenuto nell’articolo 2 della Legge istitutiva dell’Ordine, i giornalisti italiani a:

osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni concernenti i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti nel territorio della Repubblica Italiana ed altrove e in particolare a:

  1. Adottare termini giuridicamente appropriati sempre al fine di restituire al lettore ed all’utente la massima aderenza alla realtà dei fatti, evitando l’uso di termini impropri;

  1. Evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. CNOG e FNSI richiamano l’attenzione di tutti i colleghi, e dei responsabili di redazione in particolare, sul danno che può essere arrecato da comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati, anche attraverso improprie associazioni di notizie, alle persone oggetto di notizia e servizio; e di riflesso alla credibilità della intera categoria dei giornalisti;

  1. Tutelare i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali. Inoltre, va tenuto presente che chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media;

  1. Interpellare, quando ciò sia possibile, esperti ed organizzazioni specializzate in materia, per poter fornire al pubblico l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni.

IMPEGNI DEI TRE SOGGETTI PROMOTORI

i. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in collaborazione con i Consigli regionali dell’Ordine, le Associazioni regionali di Stampa e tutti gli altri organismi promotori della Carta, si propongono di inserire le problematiche relative a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti tra gli argomenti trattati nelle attività di formazione dei giornalisti, dalle scuole di giornalismo ai seminari per i praticanti. Il CNOG e la FNSI si impegnano altresì a promuovere periodicamente seminari di studio sulla rappresentazione di richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta e migranti nell’informazione, sia stampata che radiofonica e televisiva.

ii. Il CNOG e la FNSI, d’intesa con l’UNHCR, promuovono l’istituzione di un Osservatorio autonomo ed indipendente che, insieme con istituti universitari e di ricerca e con altri possibili soggetti titolari di responsabilità pubbliche e private in materia, monitorizzi periodicamente l’evoluzione del modo di fare informazione su richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta, migranti e minoranze con lo scopo di:

  1. fornire analisi qualitative e quantitative dell’immagine di richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti nei mezzi d’informazione italiani ad enti di ricerca ed istituti universitari italiani ed europei nonché alle agenzie dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa che si occupano di discriminazione, xenofobia ed intolleranza;

  1. offrire materiale di riflessione e di confronto ai Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti, ai responsabili ed agli operatori della comunicazione e dell’informazione ed agli esperti del settore sullo stato delle cose e sulle tendenze in atto.

iii. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana si adopereranno per l’istituzione di premi speciali dedicati all’informazione sui richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime di tratta ed i migranti, sulla scorta della positiva esperienza rappresentata da analoghe iniziative a livello europeo ed internazionale.

Il documento è stato elaborato recependo i suggerimenti dei membri del Comitato scientifico, composto da rappresentanti di: Ministero dell’Interno, Ministero della Solidarietà sociale, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) / Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le Pari Opportunità, Università La Sapienza e Roma III, giornalisti italiani e stranieri.

ALLEGATO: GLOSSARIO

  • Un richiedente asilo è colui che è fuori dal proprio paese e presenta, in un altro stato, domanda di asilo per il riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, o per ottenere altre forme di protezione internazionale. Fino al momento della decisione finale da parte delle autorità competenti, egli è un richiedente asilo ed ha diritto di soggiorno regolare nel paese di destinazione. Il richiedente asilo non è quindi assimilabile al migrante irregolare, anche se può giungere nel paese d’asilo senza documenti d’identità o in maniera irregolare, attraverso i cosiddetti ‘flussi migratori misti’, composti, cioè, sia da migranti irregolari che da potenziali rifugiati.

  • Un rifugiato è colui al quale è stato riconosciuto lo status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, alla quale l’Italia ha aderito insieme ad altri 143 Paesi. Nell’articolo 1 della Convenzione il rifugiato viene definito come una persona che: ‘temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale od opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese’. Lo status di rifugiato viene riconosciuto a chi può dimostrare una persecuzione individuale.

  • Un beneficiario di protezione umanitaria è colui che - pur non rientrando nella definizione di ‘rifugiato’ ai sensi della Convenzione del 1951 poiché non sussiste una persecuzione individuale - necessita comunque di una forma di protezione in quanto, in caso di rimpatrio nel paese di origine, sarebbe in serio pericolo a causa di conflitti armati, violenze generalizzate e/o massicce violazioni dei diritti umani. In base alle direttive europee questo tipo di protezione viene definita ‘sussidiaria’. La maggior parte delle persone che sono riconosciute bisognose di protezione in Italia (oltre l’80% nel 2007) riceve un permesso di soggiorno per motivi umanitari anziché lo status di rifugiato.

  • Una vittima della tratta è una persona che, a differenza dei migranti irregolari che si affidano di propria volontà ai trafficanti, non ha mai acconsentito ad essere condotta in un altro paese o, se lo ha fatto, l’aver dato il proprio consenso è stato reso nullo dalle azioni coercitive e/o ingannevoli dei trafficanti o dai maltrattamenti praticati o minacciati ai danni della vittima. Scopo della tratta è ottenere il controllo su di un’altra persona ai fini dello sfruttamento. Per ‘sfruttamento’ s’intendono lo sfruttamento della prostituzione o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro forzato, la schiavitù o pratiche analoghe, l’asservimento o il prelievo degli organi.

  • Un migrante/immigrato è colui che sceglie di lasciare volontariamente il proprio paese d’origine per cercare un lavoro e migliori condizioni economiche altrove. Contrariamente al rifugiato può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.

  • Un migrante irregolare, comunemente definito come ‘clandestino’, è colui che a) ha fatto ingresso eludendo i controlli di frontiera; b) è entrato regolarmente nel paese di destinazione, ad esempio con un visto turistico, e vi è rimasto dopo la scadenza del visto d’ingresso (diventando un cosiddetto ‘overstayer’); o c) non ha lasciato il territorio del paese di destinazione a seguito di un provvedimento di allontanamento.

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Lungotevere de’ Cenci, 8 - 00186 Roma – tel. 06/68623.1 sito: www.odg.it e-mail: odg@odg.it

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domenica 29 giugno 2008

Pietro e Paolo



Questi due grandi testimoni della fede hanno pur nella loro diversità, hanno qualcosa in comune, l'aver vissuto entrambi ciò che la moderna psicologia definisce come "peak-experience". San Pietro quando insieme a Giacomo e Giovanni sul monte Tabor assiste ed è partecipe, ("E' bello per noi stare qui!") della Trasfigurazione del Signore, San Paolo quando fa l'incontro con il Cristo Risorto. Nella 1 lettera ai Corinzi 15 scrive: "Vi ho trasmesso l'insegnamento che anch'io ho ricevuto: Cristo è morto per i nostri peccati, come è scritto nella Bibbia, ed è stato sepolto. E' risuscitato il terzo giorno, come è scritto nella Bibbia ed è apparso a Pietro. Poi è apparso ai dodici apostoli, quindi a più di cinquecento discepoli riuniti insieme. Dopo essere apparso a tutti, alla fine è apparso anche a me, benchè io tra gli apostoli sia come un aborto. Infatti io sono l'ultimo degli apostoli, non sono degno neanche di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Tuttavia per grazia di Dio sono quello che sono. E la sua grazia non è stata inefficace: io ho lavorato più di tutti gli altri apostoli; non io, a dir la verità, ma la grazie di Dio che agisce in me."

lunedì 23 giugno 2008

Voci che gridano nel deserto

Preghiera
(nella memoria della nascita di S. Giovanni Battista)


Signore, nella memoria liturgica di colui che fu "voce", ti preghiamo per tutti coloro che hanno ricevuto il carisma dell'annuncio e della predicazione, per tutti i "battezzatori" dei tempi moderni, che sovente lo fanno utilizzando i moderni mezzi della comunicazione, che spesso non vestono con pelo di cammello, ma con giacche e clergyman, o cravatte, che sovente non abitano in deserti geografici ma in deserti dello spirito, dove ogni forma di autentica trascendenza è mal vista o sotto controllo, ti affidiamo oggi Signore tutti gli autentici operatori di pace e tutti i veri testimoni della verità, sostieni e incoraggia quanti sono costretti al silenzio, quanti si sforzano di educare comunque e in ogni caso alla verità
, coloro sui quali lo spirito di menzogna non ha presa, tu sai quanta sete ha questo mondo di parole di verità, di gesti autentici, di santi autentici, di destini autentici, ora che questo tempo si fa breve, Signore, insegnaci ad anteporre al successo personale il servizio della verità, donaci la gioia di poter gustare qualcosa di vero, di santo, di non corrotto, perché molti cuori si aprano al tuo Amore e non all'idolo menzognero, alla vera pace e non allo stordimento della ragione, alla vita vera, non a quella che sembra vita ma conduce alla morte! E allora i cieli dei nostri cuori si apriranno e si rischiareranno e vedremo finalmente il Figlio tuo prediletto e amato saremo allora pronti per ascoltarlo. Amen

A servizio del Verbo

"Cari amici, mentre lavorate nelle stazioni radio cattoliche siete al servizio del Verbo. Le parole che trasmettete ogni giorno sono un'eco del Verbo eterno che si è fatto carne. Le vostre parole daranno frutto solo nella misura in cui servono il Verbo eterno Gesù Cristo. Nel piano salvifico e nella provvidenza di Dio, questo Verbo ha vissuto in mezzo a noi, o come dice S. Giovanni, "venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14) in umiltà. L'incarnazione è avvenuta in un villaggio distante, lontano dalle rumorose città imperiali dell'antichità. Oggi, sebbene facciate uso delle moderne tecnologie della comunicazione, le parole che voi trasmettete sono parimenti umili, e talvolta potete pensare che vadano completamente perse nella competizione con gli altri mezzi della comunicazione sociale rumorosi e più potenti. Ma non vi scoraggiate! State seminando la Parola "in ogni occasione opportuna e non opportuna" (2 Tm 4,2) adempiendo così il mandato di Cristo di predicare il Vangelo a tutte le nazioni. le parole che trasmettete raggiungono innumerevoli persone, alcune delle quali sono sole e ricevono la vostra parola come un dono consolatorio mentre altre sono curiose e interessate a quanto sentono, altre non vanno mai in Chiesa perché appartengono a un'altra religione o a nessuna, e altre ancora non hanno mai sentito il nome di Gesù Cristo, ma attraverso il vostro servizio ascoltano per la prima volta le parole di salvezza. Questo lavoro di paziente semina, svolto giorno dopo giorno, ora dopo ora è il vostro modo di cooperare alla missione apostolica. Se i molteplici tipi e forme di comunicazione possono ssere un dono di Dio al servizio dello sviluppo della persona umana e della umanità intera, la radio attraverso la quale esercitate il vostro apostolato, propone una prossimità e un ascolto della parola e della musica, per informare e distendere, per annunciare e denunciare, ma sempre nel rispetto della realtà e in una chiara prospettiva di educazione alla verità e alla speranza. Gesù Cristo ci dona in effetti la Verità sull'uomo e la Verità per l'uomo, e, a partire da questa verità una speranza per il presente e per il futuro delle persone e del mondo. In questa prospettiva il Papa vi incoraggia e si congratula per il lavoro svolto. Tuttavia come ha sottolineato la Redemptoris Missio, "non basta usarli i mezzi di comunicazione,(...) ma occorre integrare il messaggio stesso in questa nuova cultura creata dalla comunicazione moderna" (n.37). Per questo legame con la parola, la radio partecipa alla missione della Chiesa e alla sua visibilità, ma genera anche un nuovo modo di vivere, di essere e di fare Chiesa: comporta poste in gioco ecclesiologiche e pastorali. E' importante rendere attraente la Parola di Dio dandole corpo attraverso le vostre realizzazioni e le vostre emissioni per toccare il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo e per partecipare alla trasformazione della vita dei nostri contemporanei.
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, quali entusiasmanti prospettive si aprono al vostro impegno e al vostro lavoro! I vostri network possono rappresentare, fin d’ora, una piccola ma concreta eco nel mondo di quella rete di amicizia che la presenza di Cristo Risorto, il Dio-con-noi, ha inaugurato fra cielo e terra e fra uomini di tutti i continenti e le epoche. Così facendo, il vostro stesso lavoro si inscriverà a pieno titolo nella missione della Chiesa, che vi invito ad amare profondamente. Aiutando il cuore di ogni uomo ad aprirsi a Cristo, aiuterete il mondo ad aprirsi alla speranza e a spalancarsi a quella civiltà della verità e dell’amore che è il frutto più eloquente della sua presenza fra noi. A tutti la mia Benedizione!

(Dal discorso di Papa Benedetto XVI ai partecipanti ricevuti in udienza il 20 giugno)


(per approfondire www.pccs.it)

Identità e missione delle radio cattoliche oggi


"Dal pensiero sull'uomo ad una informazione a servizio della persona"

Si è svolto dal 19 al 21 giugno, presso la Pontificia Università Urbaniana il primo Congresso Internazionale che ha riunito a Roma le radio cattoliche di tutto il mondo. Le emittenti cattoliche – ha detto il Papa incontrando i congressisti - partecipano in modo sempre nuovo alla missione della Chiesa annunciando il Vangelo agli uomini del nostro tempo. Ma cosa è emerso dal Congresso?
Secondo Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, dicastero promotore dell’evento, " E' da sottolineare l’aspetto positivo, la ricchezza delle esperienze ed una presenza vera, concreta, precisa delle radio cattoliche a livello mondiale. E di questo bisogna renderne grazie al Buon Dio di ciò che le radio stanno facendo in questo momento, nel contesto ecclesiale e mondiale. Alcune realtà sono emerse fortemente. Nella prima c’è una consapevolezza che un radio cattolica deve nascere da un’esperienza profonda di incontro con Gesù Cristo e quindi deve essere annunciatrice del Vangelo: quindi, il ruolo di evangelizzazione di una radio cattolica, vissuto però in una contestualità. Vale a dire come è emerso qui, durante gli incontri, c’è il settore africano, il settore latinaoamericano, l’asiatico, l’europeo, per citarne alcuni, ciascuno con le proprie caratteristiche; però, il grande discorso è: come vedere, come annunciare il Vangelo in questa contestualità particolare? Quindi, un dialogo interculturale, a tutto tondo. C’è questa profonda consapevolezza. La seconda consapevolezza è il ruolo che una radio cattolica gioca nella promozione dell’uomo. Erano interessanti, certi riferimenti ad esempio a ciò che soffrono determinate radio con il proprio personale in settori di questo mondo dove certe parole non sono gradite, o dove certe parole causano difficoltà con gli ambienti socio-politici locali. Qui direi che è emersa con grande forza questa testimonianza, questo diritto di dire una parola vera all’uomo. Perché? Perché è ancora emerso ugualmente con grande forza che una radio cattolica deve essere voce di chi non ha voce, e quindi ancora una volta tutto ciò che è reazione a problematiche, a situazioni in cui all’uomo è negata la possibilità di essere uomo, dove non gli è riconosciuta la dignità dalla sua umanità. Poi, un’altra cosa che è emersa e forse è stata anche una delle ricchezze di questo Congresso – e qui siamo grati al teologo della Casa Pontificia, che ci ha riportati a riscoprire ancora una volta che siamo, sì, legati alla tecnologia, legati al professionalismo ma poi, riscoprire come c’è un dono di Dio nell’annuncio della Parola; c’è una grazia della predicazione. Il che vuol dire quindi che quando io mi accingo ad annunciare la Parola anche attraverso la radio, io devo avere questa consapevolezza e questa profonda umiltà di sapere di essere portatore di qualche cosa che è più grande di me, perché è la Parola di Dio. E allora, sapere che non sono tanto le capacità tecnologiche, ma è la grazia di Dio che interviene nel cuore dell’uomo, per accogliere la Parola. E questo ci ha fatto bene, perché ci ha invitato – lei avrebbe dovuto vedere ieri le reazioni dell’uditorio, di fronte a questo intervento del teologo pontificio! - a riflettere sull’essenzialità. Il lavoro di una radio cattolica non è propaganda, ma è testimonianza e essere consapevoli che quello che noi annunciamo è la Parola di Vita. E questo va sottolineato con tutta forza. (...) Il Santo Padre ci ha ricordato che la Parola è questo amore di Dio rivelato e donato in Cristo, che continua ad invitare gli uomini a rapportarsi con Lui e fra di loro in modo nuovo. E poi, l’altra cosa che mi sembra ancora forte, del Papa, per noi, è che le parole che voi annunciate, che voi trasmettete dalle vostre stazioni radio, ogni giorno, sono un’eco di quella eterna Parola che è divenuta Carne. Le vostre parole porteranno frutto solamente nella misura in cui queste servono, sono a servizio della eterna Parola che è Gesù Cristo. E poi ancora questo richiamo del Papa a far sì che il nostro intervento, la nostra comunicazione sia al servizio dello sviluppo della persona umana, di tutta l’umanità. Ecco, credo che il Papa ci abbia proprio invitato a questo, abbia ancora nuovamente puntato l’indice su questo grande punto di riferimento. Infatti “L’Osservatore Romano”, scrivendo di questo congresso ha titolato: “Una rete di amicizia tra Cristo ed i popoli di tutti i continenti”. Ecco, credo che questa sia stata la grande ricchezza di questa iniziativa."

(per approfondire www.pccs.it)


mercoledì 18 giugno 2008

Il Volto dell'Assoluto


Icone bizantine contemporanee del Monte Athos - Roma Basilica S. Maria in Ara Coeli

Per la prima volta in Italia sono state presentate 85 icone dipinte a mano, con il tradizionale metodo della tempera all'uovo e pigmenti colorati su fondo oro, dai più grandi maestri monaci athoniti e dalle loro scuole. L'iniziativa si propone la raccolta di fondi economici da devolvere interamente alla ricostruzione di un lembo di terra del Santo Monte Athos (penisola al nord della Grecia autogovernata da venti monasteri in cui vivono oltre 3.500 monaci ortodossi) affidato cinque anni fa ad un gruppo di volontari per la maggior parte italiani. Questa proprietà chiamata metoki è dedicata a S. Nicola di Mira. La mostra è stata organizzata dall'Associazione Onlus "Insieme per l'Athos".

Info: www.voltoassoluto.com

martedì 10 giugno 2008

1. FAO Cosa dicono gli esperti


1. I cambiamenti climatici di adattamento
Settore alimentazione e agricoltura . FAO (studio del 5-7 marzo 2008)


APPENDICE 2
Valutazioni di impatto nel cambiamento climatico:
Africa
• Peggioramento dell'insicurezza alimentare peggioramento e aumento del numero di persone a rischio fame.
• La produzione agricola gravemente compromessa a causa della perdita di terra, delle stagioni di crescita più brevi e più incertezza su cosa e quando piantare. Entro il 2020, alcune colture potrebbe essere
dimezzata in alcuni paesi e, dal 2100, ricavi netti da colture potrebbe diminuire del 90 per cento.
Generale declino nella maggior parte dei raccolti di sussistenza, come il sorgo in Sudan, Etiopia, Eritrea e Zambia; granturco in Ghana; miglio in Sudan; arachidi e in Gambia.
• Gli stock ittici già compromessi saranno esauriti per ulteriore aumento di temperatura dell' acqua e altr modifiche all' ecosistema fisico. Minacce di inondazione per la costa orientale dell' Africa, costiere,
delta, come ad esempio il Nilo, e il degrado degli ecosistemi marini e altre modifiche dell' ecosistema.
• Diffusa essiccazione e desertificazione, in particolare nel Sahel e
Africa australe.
• Deforestazione, degrado e aumento degli incendi boschivi

Asia
•Per la diminuzione dei raccolti in molte aree molti milioni di asiatici rischieranno di morire di fame.
• Lo stress idrico interesserà più di 100 milioni di persone a causa di diminuzione della disponibilità di acqua dolce nel centro, sud, est e sud-est asiatico, in particolare nei grandi bacini fluviali come Changjiang.
• Il degrado dei suoli e la desertificazione potrà aumentare a causa della ridotta umidità del suolo e di una maggiore evapotraspirazione. La produttività dei pascoli dovrebbe ridursi dal 40 per cento al 90
con un aumento della temperatura di 2-3 C, combinate con la riduzione delle precipitazioni in regioni semi-aride e aride.
• La produttività dell'Agricoltura potrebbe espandersi in zone settentrionali.
• La foresta boreale nel nord Asia, potrà aumentare, anche se il probabile aumento della frequenza e la portata degli incendi boschivi potrebbe limitare l'espansione delle foreste.
•L' habitat di pesce di allevamento e pesce di approvvigionamento alimentare, l'abbondanza delle popolazioni ittiche, nelle acque dell'
Asia verranno sostanzialmente modificate. Il settore dell'acquacoltura e delle infrastrutture, in particolare in delta densamente popolate, rischiano di essere gravemente colpite da inondazioni costiere.

Australia e Nuova Zelanda
• Intensificazione dei problemi di sicurezza dell'acqua entro il 2030 nel sud orientale, Australia, Nuova Zelanda Northland orientale e alcune regioni. Espansione del degrado del terreno per grandi problemi come l'erosione e salinizzazioni.
• Per la produzione agricola è previsto un calo entro il 2030 in gran parte di tutta Australia orientale meridionale, e in tuttala parte orientale della Nuova Zelanda, a causa di una maggiore siccità e fuoco. Al contrario, vi potrebbe essere moderato aumento della produzione nel nord-est l'Australia e nelle principali parti della Nuova Zelanda a causa di un più lungo periodo vegetativo, meno gelo e l'aumento della pioggia.
• Si prevede che la produttività del bestiame in Australia soffra da stress da calore, diminuzione della produttività dei pascoli, foraggio di qualità inferiore e espansione delle malattie degli animali come ad esempio i bovini di spunta.
• Foreste beneficeranno di fecondazione di CO2, per un numero più elevato di precipitazioni, più stagione di crescita, a lungo impatti negativi di maggiore stress idrico, per parassiti, incendi e di erosione.
• Il settore della pesca marittima avrà ulteriore stress a causa di una sempre maggiore temperatura del mare, cambiamento del livello del mare, l'acidificazione e le modifiche della circolazione oceanica del Sud che provocherà cambiamenti specie di distribuzione, in particolare per le specie ai bordi di habitat.

Europa
• La produttività delle colture avranno piccoli aumenti globali che potrebbe essere di gran lunga superato dallo sviluppo tecnologico. Un aumento della produzione sarà principalmente nel nord Europa, e la più grande diminuzione nel Mediterraneo, i Balcani a sud-ovest e il sud della Russia europea.
• Sud Europa colture come mais, girasole e soia avranno espansione verso nord.
• La produttività delle colture del Mediterraneo è influenzata dalle più frequenti siccità che portano ad una riduzione delle rese (ad esempio, girasole), aumentodella domanda di acqua per l'irrigazione, un più elevato rischio di incendio e meno biodiversità.
• Aumenterà il bestiame a rischio di malattia per malattie come la febbre catarrale degli ovini e la peste equina.
• La produttività della foresta aumenterà notevolmente nel Nord Europa. Vi saranno perdite di carbonio del suolo in foreste boreali e spostamenti stagionali a seconda del gelo.
• La produttività delle praterie in Europa (zone temperate) è destinata a crescere.
• Specie marine, pesci, crostacei e molluschi possono essere colpite nel Nord Atlantico, per aumento della produzione delle acque del nord e invece variazioni in diminuzione al sud, per aumentato stress a causa di agenti patogeni. L' Acquacoltura subirà danni a livello locale a causa di rifiuti organici e diffusione di agenti patogeni.

America Latina
• Sicurezza alimentare a rischio in aree asciutte dove i terreni agricoli saranno oggetto di salinizzazione ed erosione, riduzione delle rese delle colture e della produttività del bestiame.
• I terreni agricoli rischiano al 50 per cento la desertificazione e la salinizzazione in alcuni settori a partire del 2050.
• I prodotti di raccolto potranno essere ridotti in alcuni settori, anche se altri settori possono vederla aumentata.
• Perdita di habitat e specie di estinzione in molti settori, comprese le foreste tropicali, a causa della più elevata temperatura e la perdita di acque sotterranee, in particolare colpite le comunità indigene.
• Impatto sul livello del mare di eventi estremi, in particolare quelli
associati a El Niño, fenomeno che interesserà la morfologia costiera, le barriere coralline e mangrovie, l'ubicazione degli stock ittici e la
disponibilità di acqua potabile.

America del Nord
• Manifestazioni pluviali rischiano di aumentare da 5 a 20 per cento nei primi decenni del secolo, ma con importanti variabilità tra regioni.
• Le risorse idriche saranno interessate da riscaldamento nella parte occidentale delle montagne che porteranno a diminuzione del manto nevoso in inverno, inondazioni e riduzioni di flussi di estate, inasprendo la concorrenza per le risorse idriche.
• Colture come ad esempio uva da mosto, che dipendono dalle risorse idriche dovranno affrontare grandi sfide.
• La crescita della foresta rischia di aumentare da 10 a 20 per cento durante il XXI secolo come risultato di estese stagioni di crescita di CO2 e di elevazione, anche se con variazioni spazio-temporali importanti. Le foreste sono suscettibili ad essere influenzate per modifiche di disturbi da insetti, malattie e incendi, e le relative perdite a seconda delle emissioni.
• La pesca in acqua fredda potrà essere danneggiata.(...) Temperature più elevate comporteranno spostamenti verso nord di specie.

Piccoli Stati insulari in via di sviluppo
• I terreni agricoli e quindi la sicurezza alimentare è influenzata dal livello del mare, inondazioni, dalla salinizzazione del suolo, dall'intrusione dell' acqua di mare nelle acque dolci e la perdita di approvvigionamento di acqua dolce.
• La produzione agricola è influenzata da eventi estremi.
• la pesca è influenzata dalla crescente temperature della superficie del mare, e dai danni da cicloni tropicali. Degrado delle barriere coralline e problemi di pesca avranno un impatto sui redditi.
• Le foreste colpite da eventi estremi saranno lente nella rigenerazione. La copertura forestale potrà aumentare per isole di alta latitudine.
• L'abitabilità e quindi la sovranità di alcuni Stati membri saranno minacciati a causa della riduzione delle dimensioni dell'isola o per completa inondazione.

Regioni polari
• Movimento verso nord di specie in risposta alle temperature più alte e il più lungo periodo vegetativo offre opportunità per l'espansione delle attività agricole e pastorali, ma con vulnerabilità relative a specie invasive, perdita di biodiversità e diffusione di animali infetti da
malattie. Si stima che dal 10 al 50 per cento della tundra potrebbe essere sostituito da macchia e delle foreste.
• Gli ecosistemi sono influenzati dalla temperatura aumento, riduzione ghiaccio marino, con effetti negativi su molti organismi, tra cui migratori
uccelli, mammiferi e predatori.
• Sicurezza alimentare di alcuni sistemi di soggiorno sarà minacciata da cambiamenti negli ecosistemi, diminuito trasporto e accesso al mercato, da qualità inferiore di acqua potabile.
• Cambiamenti della biodiversità e modifiche nella distribuzione e la produttività dei bioti marini avranno effetti negativi soprattutto a nord di ghiaccio bordo, ma i vantaggi più importante per Artico
e sub-artico saranno commerciali, come ad esempio l'aringa e il merluzzo bianco.

(Per avere ulteriori informazioni www.fao.org)

giovedì 5 giugno 2008

Presentato il progetto Archivio Storico La Stampa on-line dal 1867

A Torino presso il Circolo dei Lettori è stato presentato ieri un progetto di grande portata culturale il cui scopo è quello di creare una Biblioteca Digitale dell'Informazione Giornalistica accessibile liberamente e gratuitamente.
Il progetto è il primo in Italia di questa rilevanza e a livello mondiale esistono solo altri due esempi il Times e il New York Times, che però non sono disponibili gratuitamente.
Si avranno 150 anni di storia italiana e internazionale a disposizione di tutti. Oggetto della digitalizzazione sono infatti tutte le edizioni quotidiane delle testate che si sono succedute nel tempo, dai tempi della "Gazzetta Piemontese", primo nome della testata, venuta alla luce il 9 febbraio 1867 a "La Nuova Stampa" e "Stampa sera", fino alla attuale denominazione. Le pagine saranno acquisite dalla copia su microfilm utilizzando software tra i più avanzati, il lavoro sarà portato avanti da un gruppo di aziende italiane specializzate nel settore (STI, Bassilichi, Bassnet, Micro Shop), specializzate nella gestione elettronica di grandi archivi documentali. Questa straordinaria raccolta di testi e immagini on-line sarà messa a disposizione di storici, studiosi, ricercatori, ma anche al semplice curioso, che potranno accedervi dal proprio computer, leggere ed eventualmente salvarne copia. Il progetto rientra nel programma della Biblioteca Digitale Piemontese in coordinamento con la Biblioteca Digitale Italiana, che è impegnata a salvare l'archivio storico di pubblicazioni presenti sul territorio.
(mla)


lunedì 2 giugno 2008

Festa della Repubblica

Chiesa e Stato nel pensiero di sant'Ambrogio

Vuoi governare? Studia le api

di Antonio V. Nazzaro
Università di Napoli Federico II

Sant'Ambrogio preferiva decisamente una forma democratica di governo, che per lui era il pulcherrimus rerum status. Tale preferenza si può spiegare sia con l'educazione filosofica, influenzata da idee platoniche, sia con l'entusiasmo del civis Romanus per le imprese gloriose dell'antica Res publica.
L'ideale forma di governo repubblicana è efficacemente delineata nell'excursus sulle gru contenuto nell'omelia esameronale, predicata nel pomeriggio del mercoledì santo di un anno compreso tra il 386 e il 390 (forse il 387).
La società delle gru - nella quale l'organizzazione politica e il servizio militare (politia quaedam et militia) sono un fatto naturale - si regge sull'equa distribuzione dei carichi di lavoro e sull'assunzione in comune del labor e della dignitas; sull'avvicendamento degli oneri e degli onori; sulla solidarietà fra governanti e governati: "Che c'è di più bello del fatto che la fatica e l'onore siano comuni a tutti e il potere non sia preteso da pochi, ma passi dall'uno all'altro senza eccezioni come per una libera decisione? Questo è l'esercizio proprio di un'antica repubblica, quale conviene in uno stato libero. Così da principio gli uomini avevano cominciato ad attuare un'organizzazione politica ricevuta dalla natura sull'esempio degli uccelli, in modo cioè che la fatica fosse comune, comune la dignità, ciascuno imparasse a dividersi a turno le responsabilità, venissero ripartiti obbedienza e comando, nessuno fosse escluso dalle cariche, nessuno esente dalla fatica. In questa situazione politica ideale nessuno insuperbiva per l'esercizio ininterrotto del potere né si abbatteva per il lungo servire, perché da un lato l'avanzamento, conferito com'era secondo un ordine di funzione e per un periodo limitato, non suscitava invidia e dall'altro sembrava più tollerabile perché comportava un comune compito di sorveglianza. Nessuno osava tiranneggiare un altro, del quale, perché destinato a succedergli nella carica, avrebbe dovuto sopportare a sua volta l'alterigia; a nessuno era grave la fatica, perché la dignità che sarebbe venuta in seguito l'avrebbe compensato" (cfr Exameron, 5, 15, 51-52). La forma di governo repubblicana - di cui le gru offrono un efficace modello - è entrata in crisi, quando la libido dominandi, scovolgendo il rapporto di solidarietà tra governanti e governati e liquidando l'avvicendamento delle cariche, ha condotto a dispotiche forme di governo. Nonostante le sue spiccate simpatie repubblicane, Ambrogio accetta realisticamente il governo monarchico imperiale, convinto che il potere non è in sé un male: da Dio, infatti, proviene l'ordinamento del potere, mentre dal maligno proviene l'ambizione del potere. Il potere unico e assoluto dell'imperatore ha oltre tutto assolto una funzione provvidenziale, agevolando attraverso la pacificazione del mondo la diffusione del cristianesimo. Si capisce in quest'ottica l'atteggiamento intransigente del vescovo nei riguardi sia degli usurpatori, che mettono in crisi l'ordine costituito, sia dei barbari che premono ai confini dell'impero.
Il vescovo riconosce il governo imperiale e invita i cristiani a essere leali nei suoi riguardi, ma non rinuncia alla libertas repubblicana che può realizzarsi anche sotto l'impero, a condizione che questo sappia accettare i limiti della potestas e quell'integrazione di potestas e di servitium, che caratterizzano, al di là dell'unità o della pluralità del comando, la caratteristica della politia a natura accepta.
Alla società delle gru nella citata omelia esameronale il vescovo affianca quella altrettanto egualitaria delle api - che hanno in comune le leggi, la fatica, il cibo, il lavoro - in cui però il potere supremo è affidato a un rex, scelto non in base alla sorte, né alla successione dinastica, né all'elezione della moltitudine, ma a chiari segni di natura: la grandezza e la bellezza del corpo e, soprattutto, la mansuetudo morum. La consimile terminologia, impiegata per esprimere le due forme di governo, rappresentate dalle gru e dalle api, sottolinea il fatto che anche nel regnum la fida devotio verso il potere imperiale non è incompatibile con la libertas. Un regnum, fondato sulla comunione di tutti nei diritti e nei doveri, è, insomma, anch'esso una res publica.
Sembra avere colto nel segno la Sordi, affermando che le idee politiche emergenti da questi brani sono state coerentemente messe in pratica da Ambrogio e, in particolare, che gli atteggiamenti da lui assunti di fronte al potere imperiale sono l'attuazione consapevole del rapporto tra libertas e potestas, teorizzato nei suoi scritti. Insomma, la devotio naturalis delle gru e la fida devotio delle api, così come la fides degli uomini è possibile solo quando la maxima potestas lascia uno spazio adeguato alla libertas.
Nella storia della lenta e faticosa definizione dei rapporti fra lo Stato romano, totalitario e imperialistico, giuridicamente fondato sull'auctoritas e sull'imperium, e la Chiesa, che ha una missione divina da svolgere nel mondo, il vescovo di Milano occupa un posto di rilevante importanza.
Grazie al coraggio e alla coerenza della sua azione politico-religiosa e alla chiara formulazione delle sue idee, egli ottiene che lo Stato, divenuto cristiano, si assuma le sue responsabilità nei riguardi della Chiesa, alla quale non solo deve garantire la libertà, ma deve assicurare una continua assistenza, che si esplica nell'esecuzione dei decreti conciliari, nell'assunzione di misure legislative contro il paganesimo e l'eresia, e nel pubblico riconoscimento della legge morale cristiana. Il che comporta per lo Stato la subordinazione all'autorità religiosa nelle materie religiose o che riguardino la religione e per i vescovi il diritto-dovere di intervenire in questioni riguardanti la fede e la morale.
Ambrogio si pone come il campione della libertà, che non è ancora la libertà di coscienza che lo Stato ha il dovere di garantire, ma è piuttosto la libertà della Chiesa, che si esprime nell'affermazione della superiorità della potestas spiritalis sul potere civile. La libertà che egli rivendica alla Chiesa ha una dimensione essenzialmente religiosa: è libertà nelle deliberazioni dogmatiche come nella disciplina ecclesiastica, nella scelta dei vescovi come nell'intangibile possesso degli edifici di culto. Nella scia di altri vescovi (Atanasio, Lucifero di Cagliari, Ilario di Poitiers), che prima di lui avevano rivendicato la libertà e l'indipendenza della Chiesa nell'esercizio delle proprie funzioni, il vescovo di Milano ribadisce l'esigenza della Chiesa di esplicare liberamente la sua missione spirituale, senza patire azioni di forza o intromissioni statuali, spettando ai vescovi il compito di assicurare la disciplina interna e il rispetto degli interessi supremi di Dio e dell'anima.
Dello Stato non sollecita e non tollera l'intervento, neppure nei casi in cui esso potrebbe svolgere la funzione di "braccio secolare": si pensi alla vibrata protesta che insieme con Martino di Tours e con Papa Siricio elevò contro i vescovi che nel 385 fecero condannare sotto l'imputazione di magia e giustiziare Priscilliano dall'usurpatore Massimo. L'intervento dello Stato, invocato nella lotta contro le eresie, in base a principi, che fanno pensare alla moderna teoria del braccio secolare, non si risolve mai in nocumento per le persone, né è diretto a giustificare le latenti tentazioni di cesaropapismo. Ad Ambrogio è sufficiente che lo Stato, impedendo all'errore di propagarsi, aiuti la Chiesa nella sua missione spirituale.
La tutela offerta alla Chiesa e le garanzie assicurate alla sua libertà, garantendo la pace e il benessere dei popoli, finiscono con il coincidere con gli interessi stessi dell'impero, sicché l'invocata Libertas Ecclesiae s'identifica con il baluardo delle pubbliche libertà.
Il capovolgimento del pensiero politico cristiano attuatosi nel corso del iv secolo spiega il progressivo allineamento della Chiesa, sul piano politico, alle posizioni dell'autorità imperiale. Gli scrittori cristiani non sostengono più l'illiceità del servizio militare e non ne predicano più la diserzione; accettano anzi la situazione politica e si sforzano persino di giustificare il cristiano che combatte per l'imperatore e la fede.
I vescovi, e cioè i dirigenti cristiani che per tre lunghi secoli avevano sognato la caduta dello Stato romano, trepidano ora dinanzi al pericolo delle invasioni barbariche e si pongono come i più validi difensori delle città dell'Impero. Ambrogio, convinto che l'impero garantisca la difesa del diritto, della libertà e della vita civile contro la barbarie, assicura una franca collaborazione agli imperatori cristiani, di cui riconosce l'autonomia nell'ambito civile. (...)
La battaglia di Ambrogio per l'indipendenza della Chiesa contro l'ingiustificata intromissione dei poteri statali, la cui mancanza di scrupoli dogmatici era stata sperimentata nel corso del governo di Costanzo ii, ha come obiettivo il pubblico riconoscimento di un'unica, vera Chiesa cattolica, fondata sull'insostituibile base della professione ortodossa, che è unica e quindi la sola legittima.

Sacro Cuore

Benedetto XVI: "Cristo, cuore del mondo"

Intervento in occasione dell'Angelus domenicale


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Mi piace ricordare che questo mese è tradizionalmente dedicato al Cuore di Cristo, simbolo della fede cristiana particolarmente caro sia al popolo sia ai mistici e ai teologi, perché esprime in modo semplice e autentico la "buona novella" dell'amore, riassumendo in sé il mistero dell'Incarnazione e della Redenzione. E venerdì scorso abbiamo celebrato la solennità del Sacro Cuore di Gesù, terza e ultima delle feste che fanno seguito al Tempo Pasquale, dopo la Santissima Trinità e il Corpus Domini. Questa successione fa pensare ad un movimento verso il centro: un movimento dello spirito che è Dio stesso a guidare.

Dall'orizzonte infinito del suo amore, infatti, Dio ha voluto entrare nei limiti della storia e della condizione umana, ha preso un corpo e un cuore; così che noi possiamo contemplare e incontrare l'infinito nel finito, il Mistero invisibile e ineffabile nel Cuore umano di Gesù, il Nazareno. Nella mia prima Enciclica sul tema dell'amore, il punto di partenza è stato proprio lo sguardo rivolto al costato trafitto di Cristo, di cui ci parla Giovanni nel suo Vangelo (cfr 19,37; Deus caritas est, 12). E questo centro della fede è anche la fonte della speranza nella quale siamo stati salvati, speranza che ho fatto oggetto della seconda Enciclica.

Ogni persona ha bisogno di un "centro" della propria vita, di una sorgente di verità e di bontà a cui attingere nell'avvicendarsi delle diverse situazioni e nella fatica della quotidianità. Ognuno di noi, quando si ferma in silenzio, ha bisogno di sentire non solo il battito del proprio cuore, ma, più in profondità, il pulsare di una presenza affidabile, percepibile coi sensi della fede e tuttavia molto più reale: la presenza di Cristo, cuore del mondo. Invito pertanto ciascuno a rinnovare nel mese di giugno la propria devozione al Cuore di Cristo, valorizzando anche la tradizionale preghiera di offerta della giornata e tenendo presenti le intenzioni da me proposte a tutta la Chiesa.

Accanto al Sacro Cuore di Gesù, la liturgia ci invita a venerare il Cuore Immacolato di Maria. Affidiamoci sempre a Lei con grande confidenza. Vorrei invocare la materna intercessione della Vergine ancora una volta per le popolazioni della Cina e del Myanmar colpite dalle calamità naturali, e per quanti attraversano le tante situazioni di dolore, di malattia e di miseria materiale e spirituale che segnano il cammino dell'umanità.